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venerdì 23 marzo 2007

...InCuBi...


"...Michele era entrato dritto sparato in una farmacia del centro di Maranello e aveva comprato un mare di medicine....era eccitante come entrare in un supermarket...girare tra gli scomparti e cassetti completamente indisturbato arraffando barattoli, scatole, bottigliette e ogni cosa....Michele era nell'imbuto dell'aspirazione quel giorno.....Tornando a casa, aveva svuotato le tre buste ricolme sul pavimento, poi aveva strappato avido le scatole e scoperto uno a uno gli scrigni segreti. Niente istruzioni, l'importante erano gli oggetti colorati che aveva sotto mano....universi chimici......e ancora.....come con una donna....spogliare ancora.....togliere via dai flaconi, togliere via dai cartoncini argentati.....togliere....denudare.....rompere.....strappare....con frenesia, ma senza fretta. Li assaporava uno per uno...cadevano giù come tesori, si mischiavano, formavano incredibili composizioni.....ce n'erano di tutti i colori, niente di liquido, solo pillole, pasticche, capsule.....ce n'erano di rosa, bianche, rosso vermiglio e rosso scarlatto, verdi, grigie, blu, poi c'erano quelle color caramello, poi quelle bicolori, quelle con i granulini colorati come nelle torte.......era una festa....E poi il furore esaltante dell'intervento creativo: mescolare, schiacciar, fondere, sciogliere, lasciar seccare, polverizzare........e di tanti colori avere come risultato un unico pappone grigio, quasi vivo e cosciente, pieno di straordinari poteri.....Michele lo ingoiò tutto, con la mente vuota....poi aspettò......ora è là, immobilizzato nella sua stanza......anzi, Michele è la stanza....dopo qualche ora, ha cominciato a gonfiarsi fino a riempirla tutta....prima gli abiti, poi i mobili, sono andati distrutti.....occupa ogni contimetro della stanza....i muri l'hanno fermato per un pò....poi la finestra è scoppiata e Michele adesso cola giù......." ...BIBIBIP....BIBIBIP....BIBIBIP.....PORKAPUTT.....SONO LE 7.00......LA SVEGLIA.....MACHECCAZZ....DEVO SMETTERLA CON I PEPERONI PER CENA....SU CORAGGIO MICHELE ALZATI CHE INIZIA L'INCUBO DEL GIORNO.....

giovedì 22 marzo 2007


Forse è vero...

"L'uomo che conosce il suo destino non conosce la paura"

E' da giorni che ho in testa questa frase, letta sulla copertina di un dvd (per l'esattezza "Brother" di Takeshi Kitano, regista che adoro) e sto cercando di smentirla ma non trovo punti deboli in questa massima.

Che sia vera????

martedì 13 marzo 2007


Sono stanco, privo di energia, ma nonostante tutto sono attivo. La mia mente ogni notte arriva al punto di non ritorno: al bivio prende la strada che porta lontano da Morfeo. In questo momento non mi impedisco di sognare....Di viaggiare con la testa pur di distrarmi dalla radice della mia maledizione. Appartenere alla "setta degli insonni", nella mia testa, rimane solo una maledizione. Non è un privilegio o uno status , è un dato di fatto. E non lascia scampo. Il nero dietro le finestre, il tempo che non passa, i pensieri, i desideri. Non trovo pace. Scrivere in questi momenti è un po’ come mettere in ordine la casa, la camera. Quella è la prima parte dell’insonnia: come ogni casalinga isterica che si rispetti alla prima avvisaglia del mancato sonno pulisco, metto in ordine per stancarmi. Poi effettivamente sono stanco, ma comunque non trovo aperte le porte del sonno. Allora mi perdo nel limbo della notte: lo conosci? Quando spegni la luce e non dormi. Quando apri gli occhi e non sei sveglio.. gli occhi sono pesanti, la pancia piena di tisana calmante. I muscoli molli, le mascelle serrate. La testa un focolaio di pensieri.....Hai presente come ci si sente quando ti senti solo in mezzo alla gente? Hai mai provato la situazione di piena coscienza della tua solitudine? Ne hai mai assaggiato l’essenza? È come un frutto aspro e maturo allo stesso tempo.Perso nei movimenti della notte. Di questa notte che ormai conosco bene, che ormai mi è sempre di compagnia come amica bastarda. Una compagna così fedele, anche se bastarda meritava un nome....MALEDETTA INSONNIA.... Meritava che le si desse forma. Ed io gliel’ho data. Nelle parole, nei gesti.....Nel lavoro. Prima o poi smetterò. Riuscirò a fare a meno di lei. Ma ora no. Mi rendo conto che ho bisogno che mi tenga lontano dall’incoscienza.....è come un’amante capricciosa moglie del mio amato Morfeo, mi sento legato con un doppio filo. Fa parte della mia quotidianità, della mia storia come nient’altro. Credo che ora come ora non potrei essere diverso. La mia solitudine insonne è la costante dei miei cambiamenti. Eterno stato d’ansia. Denti stretti, fragili, tensione muscolare nella stanchezza. La mia psicopatia personale, che non so gestire, che non so ancora come sfruttare. Ne sono ancora schiavo, prigioniero dei suoi capricci…Quando parli dell’insonnia a chi non è di questa "setta" spesso ti senti rispondere "ma cosa fai di notte quando non dormi?" "perché non leggi?" e stronzate di questo tipo.. ma in realtà un insonne ha un unico desiderio mentre inganna il tempo nella notte: dormire......!!!!!!!!

martedì 6 marzo 2007

...ESSERE SE STESSI...


...Sì, la vita è molto diversa da come abbiamo pensato che fosse... Cercare di essere omologati è una tentazione di cui quasi tutti subiamo il fascino maligno, per poi ritrovarci a scoprire che l'omologazione è solo una prigione che ci stringe. E quando tentiamo di uscire da questa prigione che ci siamo costruiti accantonando il nostro essere e mettendo da parte i nostri desideri, ci accorgiamo che è quasi impossibile. Ci si inizia a dibattere e ci si fa del male fino a sanguinare. E talvolta si fa del male anche agli altri.Essere se stessi ha un prezzo di dolore da pagare... ma ne vale assolutamente la pena..



[Foto di Daniele Maiolo - Lago di Lausanne- http://www.flickr.com/photos/maiolodaniele/ GRAZIE DANIELSAN]

lunedì 5 marzo 2007

...il mio nulla.....


Questo correre continuo... questo correre incessantemente che mi piega le ginocchia, che mi piega la mente alla stanchezza...spesso mi chiedo se la mia sia una corsa per raggiungere le mie ambizioni, o, piuttosto, una fuga, disperata, da quello che sono. riflessioni silenziose che mi accompagnano nelle giornate, mascherate accuratamente da scuse... "la stanchezza, il lavoro, il tempo....il tempo che scivola via..." e poi mi guardo indietro... e osservo il vuoto che mi insegue affamato di me. osservo le sue fauci che mi parlano di me, dicendo nulla.. osservo il suo occhio iniettato di sangue che mi ripete, incessante, i miei errori passati.il ridicolo è, che quando sento di averlo seminato, me lo ritrovo invece, appena mi specchio...



[Foto di Daniele Maiolo - via Rizzoli BOLOGNA - http://www.flickr.com/photos/maiolodaniele/ GRAZIE DANIELSAN]

sabato 3 marzo 2007

...il peso delle parole...


Immancabile. Nel silenzio della notte il mio sguardo, perso nel buio, si trova in balia dei pensieri che piano piano scendono lungo gli arti, spossati, fino a depositarsi su quei tratti che, da qualche giorno, sembrano voler fare da cornice ai miei occhi. E le parole non dette, le insinuazioni… l’orgoglio che si scontra con la sua immagine riflessa… quante cose. Quante cose mi attraversano la mente oggi. Gli echi delle mie tragedie passate, insignificanti davanti al mondo ormai avvezzo, risuonano fra l’uragano di parole che gentilmente mi opprime, mi invade… mi devasta.Eppure esiste un metodo. Esiste un modo non invasivo per penetrare fra i miei pensieri. Forse dovrei fare un bel cartello e metterlo all’ingresso, come nelle officine: "entrare adagio", così magari le persone capirebbero che fra una mano tesa e la minaccia di un pugno la soluzione non è così celata… e invece? Parole che si fanno lame, coltelli, lance, bombe ad orologeria… fumi di zolfo e urla, urla che si rincorrono....e su quel campo, sempre più devastato, rimane sempre e solo lo squallido cadavere di un ricordo..
[Foto di Daniele Maiolo - Tramonto su Monfestino di Serramazzoni MODENA - http://www.flickr.com/photos/maiolodaniele/ GRAZIE DANIELSAN]

mercoledì 28 febbraio 2007

L'IPERMERCATO DELLA MIA CITTA'.......


L’ipermercato aperto nella mia città è forse è un attimo sovradimensionato se teniamo conto che non arriviamo a 18000 "anime".
Quando entra una signora abituata a fare la spesa nel negozio sotto casa viene colta da agorafobia e labirintite già all’altezza del banco formaggi (3 kmq). Se non viene soccorsa in tempo da “Marisa, ho sempre un sorriso per Te” di solito muore nel giro di qualche ora.
All’ipermercato della mia città c’è un unità cinofila sempre pronta. Sono ex cani da valanga in pensione. Adesso cercano le persone che si sono smarrite tra il banco freddo e la pasticceria.
La pescheria dell’ipermercato della mia città inizia vicino al banco salumi, ma finisce a Cesenatico. Così il pesce è sempre fresco, ma tu devi pagare il pedaggio autostradale se vuoi comprarti il capitone da fare in umido.
All’ipermercato della mia città c’è anche il reparto “Etnico” (5,1 kmq). L’altro giorno una massaia incuriosita è tornata a casa con il “preparato per cus cus uzbeko”. Il marito l’ha uccisa con il Mocio Vileda.
All’ipermercato della mia città io ci vado anche se non mi serve nulla. Tanto c’è sempre qualche "bella" offerta. Ieri ho comprato un “set di coltelli, mortaio e pestello per cioccolato”.
Più tardi, a casa, quando ho realizzato, ho pianto..............ma in silenzio.

venerdì 16 febbraio 2007

...MICHELE INCONTRA MICHELE...


Ti conosco, io lo so come sei....come sei davvero...io lo so come sei, niente maschere con me, nessun tipo di carnevalata. Tu sei il tipo che non usa la mente....

Una volta credevo che al mondo ci fossero 2 categorie di persone: quelle che usano la mente e quelli che non lo fanno. Poi ho capito. Tutti hanno la mente, ma non tutti vogliono usarla.....perchè non è mai questione di intelligenza e sensibilità, no, quelle sono tutte stronzate da film, spiritualismo spicciolo e autoesaltazione personale. Non ci sono alibi, non ci sono scuse.

La realtà è sempre, in ogni momento, di fronte a tutti....e tu non vuoi vederla. Non usi la mente, ma io te la farò usare, puoi starne certo. Normalmente non lo faresti....NO! Sei troppo impulsivo!...Non lo faresti nemmeno con una pistola puntata in fronte, preferiresti affrontare la paura, preferiresti giocarti la vita piuttosto....ma adesso siamo soli....adesso siamo io e te....una pilot nera ed un foglio bianco....e finchè sei quì tra queste righe, tu mi appartieni, in maniera totale...assoluta....ed io ti costringerò con la forza a ragionare, anche a costo di farti del male. Perchè???....E' troppo presto per i perchè, prima devi sentire la storia....Ti piacerà, è una specie di storia d'amore.....o di odio....alla fine anche l'odio per se stessi è amore no? Non sei forse disposto ad ammettere che ogni cosa che ci muove alla fine è amore?

Ora facciamo le cose con ordine, prima la storia poi le spiegazioni.

A scuola, sin da piccolo, ero uno dei molti, uno dei tanti.......forse meno dei molti e meno dei tanti...Non particolarmente sportivo, non particolarmente sveglio, non particolarmente niente.....Stavo per ore e ore chiuso in camera a fissare il soffitto e a pensare, pensare semplicemente. Ricordo anche che amavo leggere, e forse lo amavo già prima di impararlo, quando prendevo tra le mani i libri "enormi" di mio padre, li aprivo e dentro vedevo queste lunghe distese nere di simboli senza significato.....allora non sapevo cosa fossero i libri, ma desideravo imparare a leggerli, perchè mi dicevo che dentro i libri tutte le cose venivano spiegate. Durante la scuola qualcosa iniziò a cambiare. Vidi l'infanzia, l'amicizia, cominciare a sbiadire a disperdersi nel mondo enorme. Vedevo i miei compagni farsi adulti, iniziare a fumare, a bere e andare a donne. Le ragazzine truccate diventavano sempre più inavvicinabili e iniziavano ad andare in bagno a coppie.....a fare che poi???? Come se già sapessero il loro posto, come se qualcuno gli avesse dato delle precise istruzioni in merito.....cambiavano per andare a collocarsi nei tasselli lasciati loro liberi dalla società. Arti e mestieri.....tu sarai poliziotto, tu sarai commessa, tu sarai marito e tu sarai madre, tu ladro, tu politico, tu puttana e tu dottore.....però....però si erano scordati di me.....io ero sempre lo stesso e non capivo.....non capivo cosa facesse la differenza; perchè anch'io non cambiavo e non trovavo il mio posto??? Perchè non abbandonavo il mondo dell'infanzia anch'io??....Così da un giorno all'altro mi trovai solo in un mondo di adulti....o meglio....in un mondo di persone che pensavano di essere adulti.....perchè??....Ecco l'ennesimo pechè.... Vuoi bruciare le tappe? Vuoi che interrompa la storia? Cosa c'è, ti brucia voltarti indietro e osservare il passato? No.....non è da te vero? Sei troppo orgoglioso......sei troppo testardo.....sei troppo coglione!!!

E' solo che, e questa volta te lo devo dire, in quel mondo pseudo-adulto tu avevi già una collocazione.... Eri già pre-impostato come lo erano tutti gli altri....Ti ricordi io sono quì a raccontarti la mia storia, che è la tua....perchè??...Mi hai stancato, comunque credo di esserci riuscito alla fine, a portarti dove volevo......e se non ci sono riuscito si vede che non sono abbastanza bravo, o tu non sei abbastanza attento. Non ha importanza adesso.....non più....Volevo solo portarti a questa semplice domanda, a questo semplicissimo pensiero che non è mio....ma è tuo.....perchè ti ho mentito, e nella tua mente non c'è niente che mi appartenga, e tutto quelli che ci trovi è tuo....solo tuo. I piaceri piacevoli e quelli spiacevoli, il bene e il male, la felicità e il dolore......è tutta roba tua ed io non ci ho niente a che fare con quelle cose.....io con quelle cose ho smesso di giocarci tanti tanti anni fa.

Non lo so come ti senti adesso, mi piace pensare che ti senti come me.....stanco.....affannato come dopo una lunga corsa.....sbattuto.....scosso. Domani avrai dimenticato, domani tornerai nei ranghi, e ti domanderai che diritto ho io a dirti certe cose o anche solo a fartele passare nella mente. Il punto è che io non ti ho detto nulla che tu non sapessi già. Ricordi cosa ti dissi all'inizio?? Tutti hanno la mente, ma non tutti vogliono usarla. Io te l'ho fatta usare.....Spero almeno questo....almeno per una frazione di secondo. Non so cosa succederebbe se tutti la usassero sempre, non per scelta, ma per natura. Forse adesso non mi troverei in un mondo di palmari e televendite, non lo so......forse ci sarebbero solo persone tristi e sole, neanche questo so, non mi faccio più domande, ho smesso. Non so neanche dirti perchè l'ho fatto, e come mi sento adesso ad averlo fatto.....forse solo per sapere almeno come ci si sente ad essere un piccolo tarlo.......un piccolo tarlo rannicchiato in fondo al cervello che dice con la sua vocetta stridula: "SEMPLICI GESTI.....SONO I SEMPLICI GESTI A RENDERCI VERAMENTE UGUALI...."

Pensa Michele.......non smettere mai di far volare i tuoi pensieri!!..........

giovedì 15 febbraio 2007


Sapessi di che colore sono le parole è un segreto che non riuscirei a racchiudere nel guscio di madreperla in cui riposano le piccole parti di me che non sono riuscito a conservare bene attraverso gli anni.....le fughe sotto un sole che non mi ha mai visto, figlio di una luna che non mi ha mai conosciuto veramente...Ho sparso sputi, saluti, preghiere...Ho pagato oro falso per oro vero...Mi sono sbagliato e mi sono stancato di sbagliare...Non sono sceso dalla giostra neanche quando mi sono sentito male e avevo voglia di vomitarmi l'anima addosso e di perdere un pò delle cose che mi porto appresso che ho rubato e non so buttare.......perdere....lasciarmi alle spalle su questi sentieri così chiusi da non tornare indietro perchè prendiamo sempre strade a senso unico e nessuno mi ha mai indicato da che parte sta...................l'Inferno...................L'inferno non lo conosci neanche tu, e te ne accorgi quando ricevi una telefonata rotta dal pianto e la sera è un lungo fiume senza appigli....che ti tira dentro nel centro esatto della sconfitta....ed è questo l'unico sapore che riconosci sempre...senza una descrizione fatta da una mano malferma e malata che riposa in un letto sfatto su coperte dai colori sgargianti e cerca solo con i sogni di scacciare via l'immagine persistente dei tuoi piccoli squallori quotidiani che ti porti appresso da quando sei nato.........povero piccolo, bambino torturato, cresci e ti accorgi che sei sempre tu e sarai sempre e solo tu in una folla da carnevale, in cui tutto è silenzio fuori da te e tra la neve di criandoli e stelle filanti capirai che la vittoria è prerogativa del silenzio e non ci sono nuove cose da scoprire ma solo vecchie cose da capire, basta solo non lasciarsi affogare dal rumore di terremoto sotto i piedi quando trovi la soluzione dell'indovinello e capisci che per quanto tu possa amarla, alla vita non frega un cazzo di te!!!!!!

mercoledì 14 febbraio 2007

CAOS...OVVERO CENERI ASTRALI...


La serenità si spegne lenta quando scopri che non c'è sempre, quando senti la parola morte, quando impari il suo significato.
Tu rifletti, ma non sai capire e la vita assume un altro significato, in quell'ora che nessuno vuole, senza pensare alla velocità del tempo. Dicono che sarai libero come l'aria in un sogno che si chiama "anima", dicono che non avrai più bisogno di sognare, in quell'utopia che è forse lo "spirito". Dicono che sarà solo un passaggio; per volere o per errore, essenza senza prigioni intorno, luce ultima che riflette un tramonto. Sarà breve come un ponte sospeso sopra nebbie nella memoria, ridefinendo la materia come la fine di una bella storia.
Non sarà una lapide scarna ad essere simulacro del mio ricordo, non sarà la fredda terra ad avermi come giglio.
Danzano fredde stelle della splendente Andromeda, specchi celesti di luminosità lontane nel tempo e nello spazio. Vortici ancestrali vincolano ciò che è impalpabile, assecondando atomi immobili, mutanti dimensioni dai colori effimeri e dagli odori acri del ricordo. Moltitudini di particelle vaganti in venti urlanti, simulazioni, ciclico ruotare delle monolitiche ruote del fato. Respirare in cubi di nera vertigine, assaporando la fine del cosmo, soffermandosi su ciò che la mente non può contenere. Divincolarsi nelle spire della notte, occultando la brillantezza che solo materie nobili sanno donare senza tradire.
Disconnetto la mia mente nel vagare in dissolvenza, respiro l'epilogo che dona l'infinito, rifletto, nell'unico senso possibile. Ascolto frequenze lontane, ovattate da correnti cosmiche, nell'infinito viaggio che respinge la carne...cenere alla cenere, polvere alla polvere....dicono!!!

...IL SENSO DELLA VITA...


Il senso della vita sta in una metropolitana.
Si nasconde li, un po' rintanato, un po' rincantucciato, intimidito e intirizzito, un po' rincoglionito, ma è pur sempre il senso della vita e si trova in una metropolitana. Una di quelle belle decadenti, abbastanza sporche e piene di zombie addormentati che credono di andare a lavorare. Come quella che i londinesi prendono alla mattina e pomeriggio, tornando sempre a casa come piccioni viaggiatori troppo vecchi per ribellarsi. E' lì che le cose si capiscono, che il ventre puzzolente della vita ti appare in tutta la sua potenza, lì il peto dell'esistenza mostra la sua faccia bella. E' bello sentire la puzza delle ascelle del dirigente alla tua destra, l'alito pesante della vecchia davanti a te, la scoreggia del bambino al centro del vagone, i capelli sporchi del metallaro conformista. Io amo tutto questo, specialmente quando il calderone di odori è intriso di un po' di sano buon smog. Il fumo di un diesel è l'ideale, ma anche l'alito sporco della città, il suo naturale odore di fegato putrefatto, non dispiace.......tutto ciò l'ho vissuto per soli 2 giorni, tra le cosce della "Baldracca Londra", prima di partire per l'altro pianeta di nome Mexico......................mi è bastato per poter affermare che il senso della vita sta in una metropolitana.... Comunque non è di questo che voglio parlare, gli odori della vita quotidian-metropolitana sono tanti, piacevolmente fetenti, ma non ti fanno afferrare il senso della vita. Al limite aiutano a creare la giusta atmosfera, a sistemare lo scenario a prepararti la mente per afferrare il concettone, l'essenza, il biscottone. Sono le persone che ci danno il definitivo calcio in culo per scavalcare il muro dell'umana ignoranza. Dalle persone della metropolitana si capisce tutto. Cioè il necessario. Le puoi vedere ansimare per trovare un posto a sedere, sgomitare per sboccare sull'uscita, leggere un libro senza capirlo, sentire il Walkman a volume patogeno, sbirciare il giornale degli altri, lamentarsi del caldo letto appena lasciato, ridere e scherzare senza dire niente, discutere sul più figo e la più figa, divagare sulla figa e sulle pompe, abbassare la voce quando tali parole entrano nel discorso, fissare per la millesima volta le smunte pubblicità da metro', occhieggiare le gambe della bella ragazza in minigonna, guardare il vuoto credendo di vederci qualcosa, vedere le persone intorno facendo finta di guardare altro, guardarsi sul vetro credendo che sia uno specchio, abbracciare le colonnine di sostegno, meditare sulla vita e il resto.In metropolitana il numero dei meditatori esistenziali è esorbitante. Tutti pensano, rimuginano, comparano e analizzano, tutti pensano di essere gli unici a farlo, tutti decidono poi di tornare a casa e di scrivere il rantolante frutto di tanto spreco neuronale. Come questo. Alla fine rimane solo da tirare le conclusioni, aiutati dal tanfo visivo e l'obbrobrio olfattivo, aiutati dal fatto che per imparare e capire si devono ripetere le cose, con pazienza, volta dopo volta, e in metropolitana le azioni si ripetono sempre. Le conclusioni sono ovvie, il senso della vita è che non c’è senso e va vissuta com'è, questi grumi di cellule che si fan chiamare uomini e si spacciano per intelligenti ubbidiscono alle leggi di un branco di cromosomi tirannici, che subdolamente vogliono preservarsi e duplicarsi e per farlo nel miglior modo possibile hanno ben pensato di costruirsi intorno un essere umano. Un povero pirla, in fondo, che crede di pensare e ragionare, di poter decidere e fare, di essere intelligente e persino diverso. Un pirla astuto, in fondo, che trova sensi e significati dove non ce ne sono e si inventa attività giuste o divertenti, godibili e perseguibili.Si costruisce intorno una società e si fa plasmare totalmente da essa, contribuisce al lombricone umanitario e si fa ruminare dallo stesso.Si mescola alla gente perché lui è la gente e della gente assorbe tutto, ne diventa parte indistinguibile, ne è l'essenza, il succo, il caffè del pocket-coffee. Alla fine ha anche il coraggio di rivendicare una sua propria individualità. Geniale! Il bello e' che ci crede proprio! Si pensa diverso e forse anche migliore dei suoi simili. Quest'uomo è veramente notevole, in fondo era solo figlio di un gene ma si è convinto di essere figlio di Dio. Si è costruito un mondo e una religione, una scienza e pure una filosofia. E' da ammirare un tale "insieme di massa citoplasmatica", quantomeno ha fantasia. Non per niente, modestamente, "Veleno" ne fa parte.